oggi appena sveglio mi reco in ufficio, prendo in mano una rivista dal mucchio e mi capita il venerdì di repubblica...
apro e trovo le lettere a michele serra, noto giornalista. ci sono due lettere con lo stesso argomento: le tasse.
la prima è di un dirigente che paga tutte le tasse, anche per chi non le paga, alle quali vanno aggiunte quelle per gli immobili, vota a sinistra e visto che la sua secondogenita è finalmente maggiorenne, intesta ai figli così legalmente pagherà meno tasse.
la seconda è di una fannullona impiegata nel pubblico, la quale entrata in una pasticceria veneziana ha dovuto richiedere lo scontrino altrimenti non le veniva fatto e conclude dicendo che c'è una categoria che stravede per brunetta è quella dei commercianti veneti.
la risposta di serra, comune alle due lettere è:
[...]i due lettori testimoniano l'inoppugnabile realtà: un pezzo di Italia paga le tasse anche per conto di chi le evade. Le statistiche spietate, ci dicono che in Italia, sulla base delle dichiarazioni dei redditi, ci sono pochissimi ricchi e pochi benestanti.
[...] ho notato anch'io come la lettrice, che la tendenza a non rilasciare lo scontrino fiscale è in significativo aumento. Marxianamente, direi che questa revanche delle categorie che tendono più facilmente a evadere dipende dalla consapevolezza politica che il loro blocco sociale ha vinto e governa. Non per caso il solo (breve) periodo nel quale è parso che gli evasori stessero più attenti, e gli scontrini fiscali fossero meno difficili da estorcere ai negozianti distratti, fu quello del governo Prodi e del vampiro Visco. Evidentemente destra e sinistra non sono così uguali.

Nel frattempo è passata sotto silenzio una notiza di pochi giorni fa: la pressione fiscale complessiva è ai massimi storici, alla faccia delle promesse elettorali. Facendo parte di quelli italiani che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, non per paura ma perchè si sentono responsabili verso la comunità [...], condivido l'amarezza profonda del lettore, costretto a qualche espediente legale pur di sottrarsi ad un salasso che ha per sola spiegazione la disperazione di un Fisco che, non riuscendo a incastrare gli evasori, spreme quattrini là dove gli riesce più facile.
Mi son trovato spesso a discutere con persone ai quali ho cercato vanamente di spiegare che, pur essendo benestanti come me, ero io che pagavo la scuola dei loro figli, le strade che loro percorrono tutti i giorni e tutti quei servizi che, da evasori, adoperano a scrocco. Nelle risposte, in genere ilari, nemmeno l'ombra delle umiliazione: considerano un "diritto" fregare lo Stato e, di conseguenza, fregare anche me.Vorrei chiudere con una nota di ottimismo. Ma temo che siano più ottimisti gli evasori.
apro e trovo le lettere a michele serra, noto giornalista. ci sono due lettere con lo stesso argomento: le tasse.
la prima è di un dirigente che paga tutte le tasse, anche per chi non le paga, alle quali vanno aggiunte quelle per gli immobili, vota a sinistra e visto che la sua secondogenita è finalmente maggiorenne, intesta ai figli così legalmente pagherà meno tasse.
la seconda è di una fannullona impiegata nel pubblico, la quale entrata in una pasticceria veneziana ha dovuto richiedere lo scontrino altrimenti non le veniva fatto e conclude dicendo che c'è una categoria che stravede per brunetta è quella dei commercianti veneti.
la risposta di serra, comune alle due lettere è:
[...]i due lettori testimoniano l'inoppugnabile realtà: un pezzo di Italia paga le tasse anche per conto di chi le evade. Le statistiche spietate, ci dicono che in Italia, sulla base delle dichiarazioni dei redditi, ci sono pochissimi ricchi e pochi benestanti.
[...] ho notato anch'io come la lettrice, che la tendenza a non rilasciare lo scontrino fiscale è in significativo aumento. Marxianamente, direi che questa revanche delle categorie che tendono più facilmente a evadere dipende dalla consapevolezza politica che il loro blocco sociale ha vinto e governa. Non per caso il solo (breve) periodo nel quale è parso che gli evasori stessero più attenti, e gli scontrini fiscali fossero meno difficili da estorcere ai negozianti distratti, fu quello del governo Prodi e del vampiro Visco. Evidentemente destra e sinistra non sono così uguali.
Nel frattempo è passata sotto silenzio una notiza di pochi giorni fa: la pressione fiscale complessiva è ai massimi storici, alla faccia delle promesse elettorali. Facendo parte di quelli italiani che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, non per paura ma perchè si sentono responsabili verso la comunità [...], condivido l'amarezza profonda del lettore, costretto a qualche espediente legale pur di sottrarsi ad un salasso che ha per sola spiegazione la disperazione di un Fisco che, non riuscendo a incastrare gli evasori, spreme quattrini là dove gli riesce più facile.
Mi son trovato spesso a discutere con persone ai quali ho cercato vanamente di spiegare che, pur essendo benestanti come me, ero io che pagavo la scuola dei loro figli, le strade che loro percorrono tutti i giorni e tutti quei servizi che, da evasori, adoperano a scrocco. Nelle risposte, in genere ilari, nemmeno l'ombra delle umiliazione: considerano un "diritto" fregare lo Stato e, di conseguenza, fregare anche me.Vorrei chiudere con una nota di ottimismo. Ma temo che siano più ottimisti gli evasori.
Nessun commento:
Posta un commento