ho appena finito di leggere "le due guerre", libro scritto da gian carlo caselli.
l'autore è un magistrato che vive sotto scorta dal 74, periodo in cui era giudice a torino e si occupava di terrorismo, soprattutto di brigate rosse e prima linea. dopodichè si trasferisce a palermo dopo le straci di capaci e via d'amelio dove continua il lavoro iniziato da falcone e borsellino.
è stato inoltre componente del CSM.
il libro mette a confronto la lotta al terrorismo alla lotta mafiosa, e spiega come mai l'italia ha vinto la prima e deciso di non vincere la seconda, perchè finchè ti occupi di mafiosi di strada va tutto bene, ma quando ci si occupa di altri livelli iniziano i problemi e cita l'esempio di ciancimino, ex sindaco di palermo (il cui figlio ha recentemente fatto dichiarazioni definite minchiate da dell'utri).
l'ultimo capitolo è dedicato a colui che ha visto nascere la nostra repubblica, 7 volte primo ministro, senatore a vita giulio andreotti, assolto secondo molti, colpevole di associazione a delinquere con cosa nostra fino al 1980 secondo la giustizia italiana. l'ex presidente della repubblica e anch'esso senatore a vita cossiga non perdona ancora caselli per aver fatto il suo lavoro.
è un libro che consiglio a tutti di leggere, giusto per saperne di più su due fenomeni che purtroppo hanno fatto e fanno parte del nostro paese e come dice gherardo colombo (giudice del pool di mani pulite) per non perdere il vizio della memoria.
lo stato ha saputo vincere la sua guerra al terrorismo storico. contro al mafia, invece, lo stato (più esattamente alcuni suoi consistenti settori) ha accettato di perdere una guerra che si sarebbe potuta vincere
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