Non esiste
libertà se non esiste l'informazione necessaria per scegliere. Dovendo
scegliere tra due pacchetti uno sceglierà quello con la carta da regalo che più
gli piace. Non è giusto: le due scatole devono essere trasparenti.
Due anni fa è morta la mia amica d'infanzia Donatella. Mi dispiace dover raccontare la sua storia, ma penso sia utile.
Donatella non doveva morire. Ha saputo di avere un cancro della mammella quando il tumore non era metastatizzato. Oggi nessuna donna a questo stadio dovrebbe morire. La mia amica da sempre si curava con la fitoterapia e mi aveva anche regalato molti libri su questo argomento. Ha voluto curarsi così e ha accettato la chemioterapia solo quando ormai il tumore era diffuso a distanza in maniera irrecuperabile.
E' questa libertà di cura? No questa è una tragica scelta sbagliata.Mi fa troppo male ripensare a Donatella e alla sua bambina e a suo marito che la amava molto, ma rifletto così:la lotta per la libertà di cura non deve essere chiedere che la cura Di Bella sia pagata dal Servizio Sanitario Nazionale, deve essere chiedere che le fonti di ricerca e di informazione siano indipendenti e qualificate:
Il Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) deve essere potenziato e finanziato adeguatamente, deve essere proibito il finanziamento privato a questo ente pubblico.
Le Università Statali devono essere rifinanziate e potenziate evitando la fuga dei cervelli.
Ogni ricercatore che faccia una affermazione pubblicandola in qualunque modo deve fare una dichiarazione di conflitto d'interesse, elencando tutti i finanziamenti che hanno permesso la ricerca e la loro fonte.
L'Agenzia di Farmacosorveglianza deve essere potenziata e analoghe agenzie devono essere create per sorvegliare tutte le pratiche mediche e lo standard di preparazione e aggiornamento dei curanti.
La TV di stato deve fare informazione pubblica senza alcun finanziamento privato.
Se vedete bene tutti i punti che ho elencato, col governo Berlusconi sono andati in direzione opposta. Il CNR è stato indebolito al punto che il direttore si è dimesso, le università sono state impoverite e spinte a collaborare col settore privato, le carriere dei ricercatori sono state rese precarie, spingendo i migliori ad andarsene, non parliamo di quello che è la televisione.
Il primo passo per la libertà è lo sforzo di avere una verità più indipendente possibile.
Nessuno poi vuole togliere al singolo il diritto di affidarsi a chicchessia, prima però deve aver avuto a disposizione l'informazione più corretta possibile (sono d'accordo che non esiste una "verità scientifica" ma solo un processo di apprendimento).
Ricordiamoci anche che chi è ammalato non è in una condizione psicologica idonea per scegliere indipendentemente, la responsabilità preponderante ricade su chi si prende cura di lui.
© Enrico Frontini
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