venerdì 22 marzo 2013

libertà di cura



Non esiste libertà se non esiste l'informazione necessaria per scegliere. Dovendo scegliere tra due pacchetti uno sceglierà quello con la carta da regalo che più gli piace. Non è giusto: le due scatole devono essere trasparenti.

Due anni fa è morta la mia amica d'infanzia Donatella. Mi dispiace dover raccontare la sua storia, ma penso sia utile.

Donatella non doveva morire. Ha saputo di avere un cancro della mammella quando il tumore non era metastatizzato. Oggi nessuna donna a questo stadio dovrebbe morire. La mia amica da sempre si curava con la fitoterapia e mi aveva anche regalato molti libri su questo argomento. Ha voluto curarsi così e ha accettato la chemioterapia solo quando ormai il tumore era diffuso a distanza in maniera irrecuperabile.

E' questa libertà di cura? No questa è una tragica scelta sbagliata.Mi fa troppo male ripensare a Donatella e alla sua bambina e a suo marito che la amava molto, ma rifletto così:la lotta per la libertà di cura non deve essere chiedere che la cura Di Bella sia pagata dal Servizio Sanitario Nazionale, deve essere chiedere che le fonti di ricerca e di informazione siano indipendenti e qualificate:

Il Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) deve essere potenziato e finanziato adeguatamente, deve essere proibito il finanziamento privato a questo ente pubblico.

Le Università Statali devono essere rifinanziate e potenziate evitando la fuga dei cervelli.

Ogni ricercatore che faccia una affermazione pubblicandola in qualunque modo deve fare una dichiarazione di conflitto d'interesse, elencando tutti i finanziamenti che hanno permesso la ricerca e la loro fonte.

L'Agenzia di Farmacosorveglianza deve essere potenziata e analoghe agenzie devono essere create per sorvegliare tutte le pratiche mediche e lo standard di preparazione e aggiornamento dei curanti.

La TV di stato deve fare informazione pubblica senza alcun finanziamento privato.

Se vedete bene tutti i punti che ho elencato, col governo Berlusconi sono andati in direzione opposta. Il CNR è stato indebolito al punto che il direttore si è dimesso, le università sono state impoverite e spinte a collaborare col settore privato, le carriere dei ricercatori sono state rese precarie, spingendo i migliori ad andarsene, non parliamo di quello che è la televisione.

Il primo passo per la libertà è lo sforzo di avere una verità più indipendente possibile.

Nessuno poi vuole togliere al singolo il diritto di affidarsi a chicchessia, prima però deve aver avuto a disposizione l'informazione più corretta possibile (sono d'accordo che non esiste una "verità scientifica" ma solo un processo di apprendimento).

Ricordiamoci anche che chi è ammalato non è in una condizione psicologica idonea per scegliere indipendentemente, la responsabilità preponderante ricade su chi si prende cura di lui.



© Enrico Frontini

lunedì 18 giugno 2012

porto d'armi



Io son sempre stato contro le armi e la mia teoria è che solo il personale militare debba avere armi da fuoco.

Ultimamente siamo bombardati da notizie di suicidi dovuti alla crisi (anche se sono in calo dicono le statistiche), oppure da omicidi-suicidi famigliari. Nella maggior parte dei casi, si sente dire che questi avvengono con armi regolarmente detenute. Se le armi non fossero date ai civili, sicuramente di questi casi ne avremmo un numero minore. Perché uno preso da un raptus, schiaccia il grilletto ed è finita; se invece deve impiccarsi magari ora che prepara tutto ci ripensa. Se poi vuole impiccare qualcuno questo è più difficile che sparargli.
Per possedere le armi, ci vuole il porto d’armi, che consiste in visite mediche, tra cui psicologiche. Ma come la maggior parte delle visite mediche in italia, sono fatte alla cazzo di cane e quindi troviamo gente psicolabile con delle armi che poi commette stragi famigliari.

Altro capitolo. Oramai si vedono, soprattutto nelle grandi città, fuori da negozi e banche, le guardie giurate. Gente esaltata (basta vedere come si vestono, occhiali da sole a goccia anche sotto la pioggia battente, aspetto da ispettore callaghan) che non sarebbero mai presi in qualsiasi corpo militare, o peggio, sono stati rifiutati e si rifugiano in questo perché si sentono dei fighi.

Questa gente è pericolosa.

Stesso discorso vale per la caccia: abolirla del tutto. È piena la cronaca di casi di omicidi commessi con armi per la caccia regolarmente detenute o incidenti domestici dove bambini giocano coi fucili del papà e fanno danni.

Per questo secondo me solo i militari e forze armate dovrebbero possederle, in quanto è gente addestrata e non dovrebbe fare troppe cazzate, salvo rari casi (vedi l’omicidio sandri). Lo so che la faccio semplice, che di mezzo ci sono un sacco di interessi, che si tratta di un’utopia, ma questo secondo me migliorerebbe la situazione.







sabato 28 gennaio 2012

poveri taxisti....

"La licenza dei taxi? Deve essere accessibile a tutti e gratuita: quando smetto di lavorare la restituisco al Comune e un altro la prende al posto mio, mica la rivendo a 200 mila euro o la cedo a mio figlio. Perchè per avviare un'attività devo pagare come per un appartamento?". Giovanni (il nome è di fantasia) è un taxista concorrente. Ha iniziato questo lavoro 5 anni fa, in Toscana, dopo che la sua ditta di abbigliamento ha chiuso. Con un contratto di collaborazione di quelli introdotti dal decreto Bersani, il primo a liberalizzare il settore dei taxi, dando la possibilità ai titolari di licenza di assumere dei collaboratori e aumentare le re di servizio della propria auto. E, ora che vorrebbe lui stesso ottenere una licenza, approva il decreto "Cresci-Italia": "serve un'autorità dei trasporti che riorganizzi tutto il sistema, dai treni ai taxi. I Comuni non sono in grado di farlo. Troppi interessi, siamo diventati una lobby".


Che cosa intende?
"E come in università, i parenti faticano meno nei concorsi. Nella mia città, per esempio, su 70 taxi molti sono guidati da cognati e figli. Spesso in famiglia ci sono due licenze. Mentre io che vengo da fuori, per poterla ottenere, devo sperare in un concorso comunale, che fanno ogni chissà quanti anni. Non è giusto".


Perchè ci vuole entrare in questa lobby?
"Sono stato licenziato a 50 anni, mi sono reinventato una professione e vorrei andare avanti. Ho bisogno di lavorare".


La maggior parte dei suoi colleghi, in sciopero il 13 gennaio, crede che i taxi siano sufficienti, non servono nuove licenze.
"I taxi sono una potenzialità per il servizio pubblico. Penso agli anziani, a chi viaggia di notte, alle città di provincia, utenze servite male: l'Autorità deve ripensare tutto il sistema. Per tutelare il nostro lavoro e i clienti. Anche se il problema vero è un altro, e il decreto Monti non lo sfiora".


Quale?
"Bisogna mettere lo scontrino fiscale obbligatorio. Lo fanno i bar, i negozi, perchè i tassisti no? Certo, ci facciamo il mazzo, ma non guadagniamo poi così male. Altro che i 14 mila euro dichiarati (1167 € al mese). Questa sarebbe una rivoluzione, non liberalizzare."


da Vanity Fair, intervista di Camilla Strada

sabato 21 gennaio 2012

c'era una volta la seconda repubblica

 
tricolore1C’era una volta, tanto tempo fa, un regno fatto a forma di calzatura governato da due fazioni: una era composta da cavalieri con grossi scudi crociati ed era guidata da un goblin di nome Ittoerdna, l’altra era il clan dei garofani rossi il cui capo era un essere con il corpo da uomo e la testa da suino di nome Bottino. Queste due fazioni di furfanti si erano macchiati di impareggiabili crimini e soprusi, fino a portare la popolazione del regno sul lastrico.

Disperati e affamati i contadini del regno si rivolsero a una compagnia di ventura conosciuta con il nome di “Pool di Mani Lavate” che cominciò a dare la caccia a quei lestofanti per sconfiggerli uno dopo l’altro e riportare la pace nel regno.

Quando la polvere si posò e le spade vennero rinfoderate dal campo di battaglia emerse Il Cavaliere dall'armatura in doppio petto, con gli stivali rialzati e con un elmo su cui si issava una folta chioma. Questo Cavaliere negli anni addietro aveva ottenuto fama e gloria grazie ad un’arma magica che gli era stata donata dal comandante del clan dei garofani rossi, un piffero magico a forma di biscione, in grado di incantare le persone a suon di promesse e sogni: questa arma si chiamava Mediaset.

Ovviamente visto il subbuglio di quegli anni il cavaliere ne approfittò subito per utilizzare la sua potentissima arma magica e incantò tutta, ma proprio tutta la popolazione erigendosi a nuovo re. Ovviamente era consapevole che non avrebbe potuto fare tutto da solo e quindi si scelse alcuni alleati molto potenti ma allo stesso tempo malleabili. Tra i suoi più fedeli alleati c’era un Orco del nord che si esprimeva con rumori gutturali, uno stregone trasformista di nome Sottile ed un chierico di bell’aspetto.

Con questo nuovo gruppo si sedette sul trono più alto del regno, ma dopo pochi anni fu costretto a lasciare il suo scranno dorato a causa di una lotta intestina con gli orchi del nord, suoi stessi alleati. Il Cavaliere brianzolo fu costretto, quindi, ad abdicare in favore di un vecchio e paffuto mago di nome Mortadellum che riuscì a disincantare, dagli effetti del piffero magico, una parte della popolazione.

Riappacificatosi con i verdi orchi del nord il nostro piccolo protagonista, perché era alto due mele o poco più, mosse nuovamente guerra per la riconquista del suo trono e grazie a una trionfale vittoria si riprese la corona. Durante quegli anni il suo potere venne più volte scosso da alcuni subbugli interni, ma grazie alla sua potentissima arma mantenne saldamente il trono sotto le sue chiappe. Qualche anno dopo ancora una volta il Mago gli sbarrò la strada e gli strappò corona e scettro grazie all'appoggio dei popoli rossi. Il nostro Cavaliere errante non si darà per vinto e formando un nuovo clan, detto “Del Predellino”, in pochi anni riuscirà a riottenere il potere e la corona anche grazie all'aiuto di nuovi alleati acquistati al mercato dei voltagabbana, come il piccolo irrequieto Scilipotus. Potere che terrà saldamente tra le sue mani fino all'arrivo dei draghi, anche perché i suoi oppositori non erano assolutamente dei rivali all'altezza. Infatti né il marinaio coi baffetti, né il bradipo romano sono riusciti a tenergli testa.

La popolazione stordita dai suoi incantesimi non si rendeva conto che il Cavaliere dall'elmo fulvo non aveva per nulla provveduto a loro come aveva sempre promesso, non era il Cavaliere impavido e sfavillante che tutti si immaginavano, ma era un Cavaliere oscuro dedito alla magia nera che si era limitato a rimpinzare i suoi forzieri con l’oro della gente ed a far lanciare, dai suoi servi, potentissimi incantesimi di protezione, le  famigerate “leggi ad personam”, per evitare problemi. Questi incantesimi gli servivano per tener lontani i numerosissimi paladini che girovagavano per il regno a caccia della sua testa di negromante; tra questi paladini uno su tutti si rivelava essere il più agguerrito ed il suo nome era Testa Fiammeggiante, chiamata così per la sua chioma color sangue.

Numerosissimi furono i demoni che riuscì ad evocare con la sua magia nera, come ad esempio il diabolico goblin, lo gnomo malefico, il lupo troll, l’arpia urlatrice, il poeta paffuto, il fortunato a cui regalano reami, il pupo burattino, lo zombi che non sorride mai, l’uomo della provvidenza, la muffa umana ecc…

Ma i poveri abitanti del regno dovettero subire anche cose peggiori, infatti, il Cavaliere non si limitava a rubargli i soldi favorendo i suoi amici fedeli ed agevolandone la formazione di sette segrete, ma aveva compiuto su tutta la popolazione un incantesimo terribile…. “LA DERISIONE”. A causa di questo terribile artificio tutto il popolo del regno continuava ad essere irriso dagli altri regni. Punti focali di questo maleficio portarono a trasformare un reggente straniero in un minotauro, a  scolorire il cavaliere nero leader delle armate più potenti del mondo, ad ironizzare sulla possenza e poca avvenenza della potentissima Vichinga, ad auto santificarsi o ad irridere la fame nei regni e le morti dei messaggeri.

Più la sua ricchezza cresceva e più il paese si affamava rendendo il regno fertile all'attacco dei Draghi e del loro potentissimo Spread. Non contento il Cavaliere amava circondarsi di giovanissime e bellissime cortigiane in modo da trastullarsi con loro mentre il suo regno cadeva in rovina. Tra di esse possiamo ricordare Bocca Infuocata, DDGioiaRubaCuoriMinne e molte altre. Non contento alcune cortigiana venivano elevata al rango di cavaliere per il solo gusto di guardarle e per il dolce sapore dell’onnipotenza.  I draghi visto il disfacimento e la moralità corrotta che permeava ovunque si lanciarono all'attacco e iniziarono a smembrare il regno pezzo dopo pezzo indebolendo giorno per giorno il Cavaliere. Anche il suo fidato stregone lo abbandonò e gli si rivoltò contro.

Il Cavaliere si dimostrò non essere un abile stratega e per tutto il suo regno continuò a scegliersi alleati sbagliati che uno dopo l’altro cominciarono a cadere sotto la scure della giustizia, tant'è che si cominciò a vociferare che portasse sfortuna.

I grandi draghi costrinsero il nostro Cavaliere alla fuga, infatti, il suo piffero magico nulla poteva contro il potentissimo Spread. Ed ora il trono vacante viene occupato dal Cavalier Bocconi detto Tecnocrate, il mezzo sangue, metà umano e metà drago. Per questo motivo una domanda aleggia nell'ombra di questa favola: “riuscirà Tecnocrate a scacciare i potentissimi draghi oppure ci concederà a loro?”

Come avete potuto tutti capire questa storia narra la fine di un’era ma non è una classica favola a lieto fine e quindi non ci sarà il classico “e vissero tutti felici e contenti”…. Beh, felici no, ma un po’ contenti si…
 
FINE
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Oppure no?????

Senza titolo1 

è stato morto un ragazzo

ho appena finito di vedere il documentario "è stato morto un ragazzo", la storia della morte di federico aldrovandi.

brevemente, federico era un ragazzo di 18 anni ucciso da 4 poliziotti di 2 volanti la notte del 25 settembre 2005 a ferrara.
non lo dico io, ma la sentenza del luglio 2009.
ne consiglio a tutti la visione, per vedere l'omertà, il tentativo d'insabbiamento, l'ipocrisia, la lotta della famiglia per sapere la verità, le informazioni sbagliate che apparivano sui giornali.
mi chiedo come i poliziotti riescano a dire quelle cazzate in aula, a guardarsi allo specchio e a dormire la notte.
dal racconto di uno dei 4 sembrava che federico fosse un demone uscito dal telefilm di buffy.
mi chiedo come non si sentano delle merde gli avvocati che difendono quei poliziotti.
soprattutto la donna bionda che nell'arringa finale dice che la madre non vuole accettare che il figlio si era drogato quella notte. come se un cocktail di LSD, alcol e  marijuana potessero ridurti in questo stato.
e tutto questo accade sempre quando di mezzo c'è qualcuno delle forze del'ordine.
il fatto di avere una divisa non ti autorizza all'uso della violenza, se non necessaria. e anche se arrivi a usarla, una volta messo in condizione di non nuocere, non devi infierire sulla persona, come succede invece troppe volte. e nella maggior parte dei casi, se non ci scappa il morto, non ci sono conseguenze per le divise, o al massimo molto lievi.
la cosa che mi ha colpito di più è stato l'intervento di carlo giovanardi (all'epoca ministro per i rapporti col parlamento) alla camera (deserta peraltro) in cui diceva cosa era successo a ferrara e ad un certo punto dice "[...] questo ragazzo purtroppo eroinomane [...]". è lo stesso giovanardi che anni più tardi (come sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri) dice che stefano cucchi è morto cadendo dalle scale perchè drogato.



dal diario di un'adolescente nazione

Pochi giorni fa ho compiuto gli anni e sono entrata in quella che gli esperti considerano l'adolescenza. Lo so, non sembro così giovane. giunta ad una fase importante della mia vita, mi sono guardata alle spalle, per capire perchè il mio volto così giovane è solcato da tante rughe, che mi fanno sembrare così vecchia.
Nasco il 17 Marzo 1861 grazia all’aiuto di un barbuto in camicia rossa ed a mille dei suoi amici e come molte delle mie amiche divento una monarchia costituzionale. Dopo pochi anni dalla mia nascita il mio padrino, Giovanni Giolitti, si impegno istruendomi alla modernizzazione economica politica, sociale e culturale.
Seguendo l’esempio delle mia amiche bullette, ho fatto brutto alle altre nazioni, ragazze talmente deboli ed inermi che mi hanno portato solo dei guai. Intanto altre mie amiche arrivate ai ferri corti tra loro hanno fatto scoppiare la prima grande guerra. Io decido di restare neutrale, salvo poi cambiare idea col segreto patto di Londra schierandomi contro le mie migliori amiche e la nostra confraternita che chiamavamo Triplice Alleanza, beh non sarò mai una alleata molto affidabile. Fu così che il 24 maggio 1915 il mio esercito comandato dal Generale Cadorna spara la prima cannonata. Il generale a seguito della disfatta di caporetto fu sostituito dal collega Armando Diaz, il cui nome sarà sulla bocca di tutti quasi un secolo dopo per una scuola a lui intitolata a Genova, ma questa è un'altra storia.
Il 3 novembre del 18 firmo l'armistizio, dopo la cacciata degli austroungarici concludendo così la mia unificazione con l'annessione del Trentino, del Friuli Venezia Giulia e di qualche territorio in Istria. Fu, quindi, a pochi anni dalla mia nascita che si formarono le prime rughe sul mio volto, rughe dovute a più di 1 milione di morti, economia al collasso e il malcontento generale per aver ottenuto meno di quanto promesso.
Di questo clima ne approfittò un nano pelato, no…. non mi riferisco a quello dei giorni nostri, ma ad un tale di nome Benito Mussolini. All'inizio la sua l'ideologia non era ben chiara, se non andare contro le altre ideologie, io non feci niente e lasciai fare, fino a quando pochi scalmanati in camicia nera, guidati dal nano pelato, fecero una marcetta prendendo il potere trasformandomi in una dittatura togliendomi ogni sorta di libertà.
Inizia così il peggior periodo della mia vita.
Come prima cosa, il Duce firma a nome mio i patti lateranensi, errore che pago ancora oggi. Seguirono poi modifiche socio-culturali atte ad aumentare il suo consenso ed a mantenere il popolo nell'ignoranza ed indottrinandolo fin dalla nascita. Il peggio avvenne con la pubblicazione de “il manifesto della razza”, firmato da presunti luminari italiani, con le conseguenti leggi razziali.
Intanto a scuola si fece largo la più bulla di tutte le mie amiche che insieme ad un nano con i baffetti, e non mi riferisco al mio attuale ministro della difesa, sottomette tutte le mie vicine e ci trascina in un nuovo conflitto mondiale. Spinta dalla amicizia dei due nanetti vengo trascinata in questo conflitto senza averne le capacità, ed infatti da subito si capisce che sarebbe finita male. Presi scoppole a destra e a manca dagli alleati, fino a quando non pensai di sciogliere la mia alleanza con i mangia patate e schierarmi con i mangia rane, i ciuccia thé e quelli della coca cola. Ve l’ho detto non sono una di cui ci si può fidare. Questo mi porta ad una spaccatura interna ed alla guerra civile… italiani che ammazzavano altri italiani e per cosa poi?
Per fortuna il 25 aprile del 1945 torno la pace e ripresi la mia libertà. Ma ancora una volta molte rughe cominciarono ad apparire sul mio volto, la guerra mondiale e quella civile mi aveva segnato. Quelli che seguirono furono anni difficili, con tutti i morti in guerra, il territorio dilaniato e l'economia prosciugata.
Il 2 Giugno 1946 subisco una modifica fondamentale per il corso della mia storia, con un referendum a suffragio universale, per la prima volta, i miei cittadini, tramite referendum, decidono di trasformarmi in una repubblica, abbandonando la vecchia corona e lo scettro ammuffito. Beh, ad essere sinceri non furono proprio i cittadini a decidere, infatti, la mia quasi coscritta al di là dell’oceano influenzò la mia maturazione politica tramite le ingerenze della CIA, presenza che diventerà cruciale da qui in poi nella mia storia. Intanto c'è fermento nell'aria, si forma l'assemblea costituente che partorisce la costituzione della repubblica italiana, un capolavoro giuridico, a dire di molti la migliore carta costituzionale del mondo, che entra in vigore il 1 gennaio 1948.
I mangia Hamburger non si limitarono ad influenzare il mio sistema di governo, ma con l’aiuto di due delle più vecchi istituzioni presenti sul mio territorio (per capirci mi riferisco a quelli con la coppola ed a quelli delle case dorate) marchiarono i primi quarantenni della mia repubblica con lo scudo crociato. Quelli che seguirono furono anni felici, le condizioni di vita in seguito al boom economico migliorarono notevolmente. Arrivò il periodo della contestazione, io lo vissi in maniera molto minore rispetto alle mie amiche, ma questo clima mi trascinò nei cosiddetti anni di piombo, in cui due fratelli, uno dai capelli rossi ed uno dai capelli neri, cercarono di prendere il potere con la forza. In pochi anni invecchiai di secoli, i miei palazzi si riempirono di faccendieri e mafiosi ed il sangue scorreva a fiumi sulle mie strade. Il culmine lo si raggiunse con la strage della stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, che fece 85 morti e 200 feriti, la peggiore prima delle torri gemelle e con il rapimento e l’omicidio del presidente della camera Aldo Moro. Ancora adesso, la verità di quegli anni, la conoscono solo alcuni dei miei figli, anche se a fronte di ciò, non li considero più tali.
In occasione del mio 120esimo compleanno, fu scoperta una lista di appartenenti ad una loggia massonica segreta chiamata propaganda 2 o più semplicemente P2, in cui figuravano miei servitori, imprenditori che traevano diversi benefici con l'appartenenza ad essa e mi sfruttavano per i loro scopi. Tra i nomi c'era anche un imprenditore brianzolo che diventerà (ahimè) il mio volto. In questi anni il mio simbolo passò dallo scudo crociato al garofano rosso. Furono gli anni della Milano da bere, gli anni delle vacche grasse, dei tentativi di colpi di stato occulti, di tangenti, corruzione e dello stato al servizio dei potenti.
Arrivò il 1992 e grazie a 3 servitori dello stato si fece luce sui loschi affari di quel mondo che da li a poco sarebbe diventata la Casta. Fu l’anno dei ribaltoni di governo, di parlamentari ed imprenditori di fronte alla dea bendata e soprattutto fu l’anno della cacciata, a suon di lanci di monete, del presidente del consiglio Bottino Craxi, poi resosi LATITANTE (e non esule come vi continuano a dire) in Tunisia per evitare la galera. Ma soprattutto fu la fine della prima repubblica e all'inizio della seconda repubblica che trasformerà l’elettorato in pubblico televisivo. Tutto questo fu chiamato Tangentopoli.
La mia fu una pubertà travagliata, perché quelli furono anche gli anni della Piovra militare che mi mise a ferro e fuoco per sottomettermi al suo controllo. Ci andarono di mezzo anche due miei illustri servitori, che si erano schierati per difendere la mia legalità, tali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vilmente uccisi.
Le elezioni politiche del 1994 segnarono una svolta nel mio panorama politico con la vittoria di un imprenditore brianzolo, possessore di assicurazioni, emittenti televisive, testate giornalistiche, case editrici e chi più ne ha più ne metta, chiamato Silvio Berlusconi, un nano pelato lombardo affetto da megalomania. In 15 anni è riuscito a cambiare completamente la mentalità dei miei figli, trasformandoli da elettori a spettatori, riuscendo persino a stravolgere il significato delle parole, ma a loro va bene così. E’ riuscito ad emanare leggi che gli hanno consentito l’impunità, mi ha sfruttato per arricchirsi ulteriormente, ha trasformato il mio governo in un circo di nani pagliacci e ballerine, mi fa arrossire per la vergogna con i miei colleghi, ma, in tutto questo, i miei figli subiscono e non si ribellano. Si vede che a loro va bene così.
Arrivata a 150 anni, finalmente ho potuto festeggiare il mio compleanno, anche se con molte polemiche, tra chi non si riconosce in me e con i miei simboli si pulisce il culo (ma che il 27 di ogni mese riconoscono benissimo la ricca busta paga che porta il nome di repubblica italiana come datore di lavoro), tra chi dice che sarebbe stato meglio non fossi mai nata, ma fortunatamente c'è chi il 17 marzo 2011 è sceso in piazza nella sua città celebrandomi o semplicemente ha esposto il tricolore alla finestra senza che la nazionale di calcio abbia vinto
niente.


pensato e scritto assieme a http://pivo34.blogspot.com/

viva la rivoluzione

Le rivolte in nord africa mi hanno fatto pensare: sarei capace io di partecipare ad una rivoluzione per la mia nazione, con il rischio di rimetterci la vita?
Fino a poco tempo fa la risposta ce l'avevo, era semplicemente si. Ma ultimamente, ho riflettuto ed è diventata un secco no.
la spiegazione è semplice: cos'è la mia nazione? L'italia, non intesa come quella parte di terra che confina con..., bagnata da..., ma intesa come una società di persone che condivide valori, ideali, chiamateli come volete.
In italia ci si indigna per la tessera del tifoso e non per il decreto salva calcio del 2002, ci si indigna se un esponente della sinistra sia omosessuale (vendola o prima di lui luxuria) e non ci si indigna se il premier 74enne paga minorenni per scopare ed anzi è reputato un figo anziché uno schifoso e penoso puttaniere, ci si sente fieri di essere italiano quando la nazionale di calcio vince, ci si sente addolorati quando un militare in missione all'estero muore ma non frega un cazzo a nessuno dei più di 1000 morti sul lavoro ogni anno (media 2,95 morti al giorno), ci si indigna se l'ex ministro dell'economia tommaso padoa schioppa dice che le tasse sono una cosa bellissima e vanno pagate e poi ci si lamenta che i servizi pubblici non funzionano, si a dire “sti libici del cazzo che fanno la rivoluzione” accorgendosi dei casini in nord africa solo per l'aumento della benzina e non per le migliaia di morti fatte da un dittatore che il nostro premier ha sempre definito un amico.
In italia il cittadino medio ha letto in vita sua solo i libri che gli davano da leggere a scuola, e lo faceva solo perchè obbligato, il quotidiano che legge di più è la gazzetta dello sport, segue con più attenzione il processo calciopoli rispetto ai processi del premier, crede che l'italia sia piena di comunisti anche se in parlamento non ci sono più e le ultime volte superavano per il pelo di culo il 4%.
nel belpaese un laureato con 110 e lode lavorerà 8 ore al giorno per portare a casa se va bene 1000 euro al mese, mentre il figlio di bossi che ha ripetuto 3 volte l'esame di maturità è consigliere regionale in lombardia e percepisce uno stipendio di diecimila euro, è meglio avere l'i-phone di ultima generazione da 800 euro piuttosto che sapere coniugare un verbo correttamente.
Se tu che stai leggendo ti senti chiamato in causa, secondo me qualche domanda te la devi fare. Ovviamente non tutti gli italiani sono così, ma visto che gli esempi da me citati (e sono veramente pochi rispetto alla realtà) sono tutti recenti, visto che negli ultimi 17 anni ha sempre governato berlusconi (tranne 2 volte prodi per quattro anni complessivi), visto che è salito al potere con i voti della maggioranza degli elettori svariate volte, lui rappresenta il cittadino italiano. Il problema ovviamente non è lui, siamo noi che continuiamo a votarlo e così facendo condividiamo quello che fa, e questa è l'italia.
E io dovrei lottare fino alla morte per tutto questo?
Non penso proprio.